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Le 10 cose da sapere prima di aprire un eCommerce

February 9th, 2012 | Posted by redazione jusan network in WEB

e-commerce

Aprire un sito vetrina e aggiungerci un eCommerce non è sufficiente per guadagnare On Line e senza un’approfondita analisi delle potenzialità, del contesto, delle modalità di spedizione, del Customer care e di tutte le attività classiche dell’attività di vendita il progetto potrebbe rivelarsi fallimentare. Abbiamo pensato di stilare una facile linea guida che aiuti tutti coloro che avessero intenzione di aprirsi a questo tipo di commercio, che sta entrando sempre di più nelle abitudini dei consumatori

  1. Web Design – occorre curare tutte le pagine dedicate alla vendita prevedendo che gli utenti vi accederanno dai motori di ricerca saltando a piè pari l’Home Page. L’usabilità è il primo obiettivo, seguito dalla chiarezza delle informazioni e delle modalità di vendita
  2. Tasso di abbandono del Carrello - conoscere il numero di persone che non portano a termine l’acquisto, significa identificare il Fatturato potenziale e il conseguente resoconto dei prodotti di maggior appeal: sapere cosa trovano interessante gli utenti significa conoscere su quali categorie puntare.
  3. Report Funnel - occorre sempre capire dove l’utente si ferma nel processo d’acquisto. Solo il 3% delle persone parte dall’inserimento dell’oggetto nel carrello e arriva a concludere l’ordine, mentre il restante 97% si perde tra registrazione, spedizione, conferma e pagamento, indicandoci dove migliorare il nostro percorso.
  4. eMail Marketing - spesso le persone inseriscono degli oggetti nel carrello (o nella Wish List) e si dimenticano di averlo fatto. Se si hanno a disposizione i dati di contatto è utile spedire una eMail che  risvegli il desiderio sopito e ricordi all’utente che quel prodotto è acora disponibile e magari anche scontato.
  5. Analisi delle campagne - se si punta su campagne Banner o AdWords è indispensabile analizzare il funzionamento delle parole chiave: spesso Keywords che generano un’alta conversione (inteso come acquisto) sono più costose degli effettivi ricavi, mentre altre (più specifiche e settoriali) hanno un costo minore in termini di Pay per Clic a fronte di un fatturato più alto. In pratica, se la parola “Pasta” porta 1.500€ di fatturato con un investimento di 2.000€, sarà necessario valutarne l’opportunità di utilizzo, ipotizzando che una Keyword come “Pasta rigata” porti un fatturato di 1.000€ al costo di 800€
  6. Esaurimento prodotto – spesso quando si attivano le campagne si cade nell’errore di continuare a tenere vive offerte su prodotti ormai esauriti o in attesa di consegna.  In questo caso si può presentare il prodotto con le stesse caratteristiche ma di un’altra marca, oppure presentare quello di fascia immediatamente superiore.
  7. Thank you Page - una transazione negativa determina il completamento del processo d’acquisto senza però attivare il relativo pagamento, falsando di fatto il tasso di conversione. È necessario analizzare i dati misurando la Thank You Page, che indica la positività della transazione e  la conferma all’utente del completamento del processo. In caso negativo va curata anche la pagina di errore, che può farci capire il tasso di transazioni non avvenute e il report delle cause.
  8. Ricerche interne – è fondamentale analizzare tutte le ricerche interne al sito degli utenti e curare in modo maniacale la pagina dei risultati, Questo meccanismo mette in evidenzia come un utente, giunto sul sito con una determinata parola chiave, si comporta nella ricerca di altri prodotti, con la conseguente scoperta del trend e delle keywords da utilizzare nelle campagne.
  9. Analisi del comportamento - Spesso le persone che giungono su un sito ecommerce non hanno ben chiaro il prodotto da acquistare, ma sfogliano la pagina web come un catalogo. La sfida è quella di ottenere il controllo di ciò che l’utente fa e saperlo indirizzare in ogni momento verso prodotti d’interesse, offerte o promozioni.
  10. Web Analysis: il decimo punto riassume tutti gli altri e indica la chiara necessità di affidarsi all’analisi completa dei dati, senza sperare che gli utenti comprino sul nostro sito perché più bello o fornito di altri.

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  • Luigi Bacco

    il punto n. 4 non funziona. Tutte le volte che ho ricevuto la mail per ricordarmi dell’acquisto ho fatto esattamente l’opposto.
    Il punto n. 8 non è vero.

    • Anonymous

      Grazie del commento Luigi. 

      Il punto 4 è fondamentale per tenere il cliente sempre collegato all’azienda. Il problema è come si imposta la mail: Amazon spedisce regolarmente una newsletter dove inserisce prodotti che hai visionato o che potrebbero interessarti. Il difficile è conquistare la fiducia del cliente e conoscerne le preferenze per inviare email utili e non semplici “avvisi”.

      Sul punto 8 ti cito il bravissimo Alessio Semoli in “web Analytics”: “dati di questo tipo (le ricerche interne) aiutano a comprendere quali siano le parole e gli oggetti più ricercati sul nostro sito e ci forniscono un utile suggerimento circa gli elementi che i nostri utenti ritengono più interessanti e che, invece, il nostro sito non sta sponsorizzando abbastanza. [...] Questa analisi è importante perchè potrebbe evidenziare che l’utente, giunto sul sito con una precisa parola chiave, nel contesto del sito trova idee e suggerimenti per cercare qualche altro prodotto”. 

      Le idee erano queste, forse non sono riuscito a riassumerle  al meglio. 

  • Marco Cavicchioli

    secondo me conviene anche aggiungere un punto zero, ovvero la scelta dei prodotti. infatti è condizione assolutamente necessaria, anche se non affatto sufficiente, essere in grado di proporre al mercato ciò che il mercato vuole. altrimenti qualsiasi attività, di qualsiasi genere, non porterà mai ad avere sufficienti introiti. 
    lo dico perchè è un punto quasi sempre dato per scontato, o addirittura ignorato, che credo generi la maggior parte dei fallimenti.