Ecommerce in Italia: come si comportano le varie regioni?

Ecommerce in Italia

Negli ultimi tempi la penetrazione digitale in Italia ha avuto un incremento notevole, diffondendosi in tutto il territorio. Merito soprattutto degli investimenti fatti. Tuttavia la distanza che separa il nostro Paese dagli altri stati europei è ancora vasta. Il nostro livello di digitalizzazione viaggia ancora a un’andatura piuttosto bassa, inaccettabile per l’ottava economia mondiale. A destare maggior guaio è la disparità tra le regioni italiane in quanto a diffusione digitale. Se l’Italia del Nord può vantare una certa capillarità è anche vero che il meridione non versa in condizioni tali da potersi considerare all’avanguardia.

Ecommerce in Italia: come si comportano le varie regioni?

E per quanto riguarda l’e-commerce? La situazione è curiosamente diversa. O almeno, la percezione dell’importanza esercitata dalla vendita online è curiosamente più forte in regioni dove l’infrastruttura digitale deficita di più.

In Italia c’è una forte propensione all’acquisto

Domina la penisola il desiderio costante e duraturo di compiere acquisti online. A metterlo in luce è una ricerca condotta da Ipsos per conto di Webloyalty, condotta su un campione di 5mila consumatori europei, di cui 1500 nostrani. Di questi, il 75% di coloro che utilizzano una piattaforma e-commerce viene classificato come un heavy buyer, un consumatore incallito. (più di 4 acquisti online negli ultimi 6 mesi)

Quali sono le principali regioni italiane per diffusione e-commerce?

In testa è l’Umbria, con oltre l’89% degli heavy buyers, seguita da Liguria (87%), Toscana (83%), Basilicata (80%), Lombardia (79%), Sardegna (78%), Piemonte (77%), Emilia Romagna (77%), Lazio (76%) e Veneto (75%).

Per quanto riguarda gli acquirenti occasionali, in cima al podio sale il Trentino Alto Adige, con il 50% degli occasional buyers. Segue a ruota il Friuli Venezia Giulia (36), la Calabria (33%), la Campania (29%) e l’Abruzzo (27%).

Come attesta la ricerca, solo in alcuni casi le percentuali rispecchiano quelle relative all’utilizzo di Internet nelle varie regioni italiane. Ed è da rimarcare come il commercio elettronico, una volta conosciuto e sperimentato dagli utenti, indichi loro la via migliore e prediletta per stimolare i consumi.

Da uno studio elaborato da Idealo si riscontra un’omogeneità territoriale dei trend: smartphone, scarpe, frigoriferi e televisori rientrano tra i termini più ricercati online. Beni di prima necessità o accessori per le attività quotidiane, insomma. Questo significa che il commercio elettronico è anche lo specchio della quotidianità.

L’utilizzo del mobile ha superato quello del pc

Sebbene vi siano ancora alcune regioni italiane rimaste fedeli alla navigazione via pc, è evidente che in tutta Italia la diffusione dei mobile devices è ormai di casa.

Come devono comportarsi le imprese nostrane, a fronte di un simile scenario? La risposta è semplice: stimolare la conoscenza del commercio online è il primo passo. Educare al digitale e alla trasformazione in atto in tutti i settori produttivi, promuovendo iniziative culturali ed eventi specifici, come nel caso dell’E-commerce Day. Nato per venire incontro all’esigenza di diffondere la cultura digitale nel nostro Paese, l’evento è ormai alla sua ottava edizione, prossima a tenersi il 19 ottobre al Centro Congressi dell’Unione Industriale di Torino.